martedì 24 giugno 2008

fammi male, per favore..


Chi l'ha mai detto che chi soffre è una persona migliore?!

Mi ritrovo ad osservare come molte persone di svariato genere, classe, taglio di capelli e numero di conto corrente si ostinano a sbandierare le loro vicissitudini e sofferenze con estremo orgoglio e magnificenza. Come per vantarsi, come per dire "io sono qualcuno, perchè ho provato qualcosa nella mia vita.."

Li vedi accomodarsi all'appuntamento con il loro viso tirato dal sorriso mozzato, e non capisci inizialmente perchè mostrano questa maschera in quel momento, pensi "avrà dormito poco anche lui"... 
Tu ordini un caffè, un vetrino (o espressino o marocchino o montebianco o cazzinculochetifrega) con una spolverata di cioccolato amaro giusto per addolcirti pensando di stare a fare qualcosa di trasgressivo rispetto al solito caffè smunto e corpulento.... che lui ovviamente prenderà, magari con mezzo cucchiaino di zucchero spiegandoti con un sorriso acidulo "sai, così almeno porto nella mia vita un attimo di piacere..." .... e con questa..... hai già capito che da qui a un quarto d'ora dovrai trovare la scusa migliore che ti venga in mente per scappare.

Nell'attesa dei caffè alzi lo sguardo, e lo vedi apparecchiare accuratamente davanti tutti i suoi strumenti di tortura, tutti i suoi ricordi più dolorosi, sacrifici, spese, insoddisfazioni, delusioni, fallimenti, un timoratodiddio che pure il demonio non vorrebbe mai...lui coi suoi pugnali,tutti accuratamente lucidati, senza la minima ombra di polvere sulle appuntite lame. C'è solo una cosa che mi spaventa più di tutte: le lame sono sempre appuntite e puntate non verso di te ma verso di loro, sei tu che puoi avere in mano il manico, e farne quello che vuoi.
Ti prepari ad osservare un professionista dello spettacolo sadomasochistico, e tu devi solo decidere se partecipare, o stare a guardare.

Si comincia con la tipica frase (ps: badate bene al sorriso ironico che li accompagna durante le loro conversazioni, quel sorriso sempre forzato, molto acido, molto di chi ha vissuto il mondo. tutto.) :
"allora, come ti vanno le cose?"
"si si bene grazie, apparte il fatto che la mia vita è una merda tutto bene grazie"
"... come una merda? Che succede?"
"bah niente non ti preoccupare, è solo che sono triste, ieri il mio cane mi ha pisciato di nuovo sul tappeto e io ho dovuto pulire e strofinare a pecorina come un coglione da quattro soldi.. quel cazzo di cane, è colpa di mia moglie se esiste quel cazzo di cane, mi da solo insoddisfazioni e pene, mi salta sempre felice con quel cazzo di scodinzolio e mi sporca il versace da 1000 euro, io lo odio con tutta la mia stracazzo di vita che è una merda. Io, che ho sempre sacrificato me stesso per niente, io che ho sempre dato il culo, per riprenderlo pieno di calci.."
".... " 
ovviamente da questo momento in poi è inutile che tu apra la bocca.. c'è stato il solito inizio della persona mai felice, mai appagata, che per sentirsi viva, ha bisogno di avere problemi. Si, perchè nella sua vita, tra tutte le cose che ti dice di aver imparato e che lo hanno reso quella persona così meravigliosa e purtroppo incompresa qual'è, c'è anche quella più inconscia ma più vera: ha imparato a vivere solo tramite i suoi problemi, ad essere qualcuno solo se mostra le sue ferite da guerra, le sue cicatrici, i suoi martiri.. una persona che non sa essere qualcuno perchè non sa essere se stesso, e basta. 

Ho imparato a scoprire queste persone, a leggere oltre le righe che loro mi leggono, e mi permetto di dire che nella maggior parte sono persone che, di dolore vero, di problemi VERi, non sanno neanche dove siano di casa.
Persone che hanno avuto come problema più grande quello di dover andare a lavare la macchina un giorno che il papà non poteva farglielo, o rinunciare alla tinta ai capelli supermegaalpassoconlamoda per una settimana perchè i propri genitori non avrebbero potuto permetterSELO in quel momento.. piangere lacrime da coccodrillo, perchè se non si ha qualcosa non si è nessuno, se non si è nessuno è difficile sentirsi qualcuno.

E ora perchè vi ho scritto questa fantomatica storiella: perchè.. gente..  mi avete proprio rotto il cazzo.


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